Prestiti e finanziamenti in Italia: dati, scenari e proiezioni

Il mercato del credito in Italia sta attraversando una fase di progressivo riassestamento dopo gli anni segnati da forti tensioni sui tassi e da un clima di incertezza economica diffusa. I dati più recenti mostrano un ritorno graduale alla crescita dei prestiti, sia per le famiglie sia per le imprese, accompagnato da un lento ma costante calo dei tassi di interesse. Un contesto che non segnala una corsa al debito, ma piuttosto una maggiore fiducia e una domanda più selettiva.

Le famiglie continuano a ricorrere al credito soprattutto per sostenere consumi rilevanti o per riequilibrare il bilancio domestico, mentre le imprese tornano a investire, spinte da condizioni di finanziamento più stabili e da strumenti di supporto pubblico.

Per orientarsi tra trend, tassi e importi medi, può essere utile affiancare ai dati ufficiali anche strumenti di confronto che aiutino a leggere le diverse offerte disponibili sul mercato, come https://www.prestiti.it, che consentono di avere una visione più ampia delle soluzioni oggi accessibili ai consumatori.

La crescita dei prestiti tra famiglie e imprese: cosa dicono i numeri

A novembre 2025 i prestiti bancari a famiglie e imprese sono cresciuti dell’1,9% su base annua, accelerando rispetto al mese precedente. Per le famiglie si tratta dell’undicesimo mese consecutivo di crescita, mentre per le imprese è il quinto, un segnale di continuità che indica un recupero graduale ma strutturato del credito (Fonte: https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/teleborsa/finanza/banche-accelera-all-19-la-crescita-dei-prestiti-a-famiglie-e-imprese-45_2025-12-15_TLB.html).

Questa dinamica fa parte di un quadro più ampio di rafforzamento del sistema bancario, con una riduzione imponente dei crediti deteriorati rispetto ai livelli storici e una raccolta che continua a crescere, sia nella componente diretta sia in quella indiretta. Il dato è rilevante perché indica una maggiore capacità degli istituti di sostenere l’economia reale senza aumentare in modo eccessivo il rischio complessivo.

Dal lato delle famiglie, la domanda resta sostanzialmente stabile, ma l’importo medio dei prestiti richiesti è in aumento. Nei primi nove mesi del 2025 l’importo medio si è attestato a 9.966 euro, con una crescita del 7,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo suggerisce un utilizzo del credito più mirato, meno frammentato e legato a esigenze economiche più strutturate.

Tassi di interesse e comportamenti di finanziamento

Il calo dei tassi rappresenta uno dei fattori più rilevanti tra quelli che stanno sostenendo il mercato dei prestiti. A novembre 2025, per esempio, il tasso medio sui mutui per l’acquisto di abitazioni è sceso al 3,30%, mentre quello sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è attestato al 3,44%: valori nettamente inferiori rispetto a fine 2023, quando i tassi avevano raggiunto livelli decisamente più elevati.

I prestiti personali mostrano una crescita, mentre quelli finalizzati tradizionali risultano in calo, in parte sostituiti da nuove forme di pagamento dilazionato più rapide e flessibili. È un cambiamento che riflette l’evoluzione delle abitudini di consumo.

Scenari futuri e possibili proiezioni per il credito in Italia

Guardando ai prossimi mesi, le prospettive per il mercato dei prestiti appaiono moderatamente positive, ma prive di eccessi. La crescita del credito alle imprese, in particolare alle PMI, è sostenuta anche dalla finanza agevolata e dalle garanzie pubbliche, che nel primo semestre del 2025 hanno coperto una quota rilevante dei finanziamenti erogati.

Per le famiglie, è plausibile attendersi una domanda ancora stabile, con importi medi che potrebbero restare elevati se l’inflazione continuerà a ridursi e i tassi si manterranno su livelli più accessibili. Ma sono dati che andranno, comunque, confutati con quelli di raccolta di fine anno e, a seguire, con quelli del 2026.

In generale, il quadro che emerge è quello di un sistema che cresce senza strappi, sostenuto da tassi in calo, da una domanda più matura e da un contesto regolamentare più solido. Le proiezioni indicano un’evoluzione graduale, in cui il credito continuerà a essere uno strumento fondamentale per famiglie e imprese, ma sempre più legato a valutazioni di sostenibilità e pianificazione di lungo periodo.

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